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Trentino
 

Forte Larino, Forte Corno e Forte Carriola


Forte Larino e Forte Corno
, due delle 5 strutture, che durante la Prima Guerra Mondiale, tracciavano la linea dello sbarramento di Lardaro.

Due forti, il primo a Lardaro (Sella Giudicarie) , il secondo a Praso (Valdaone), che pur essendo unite da un unico obiettivo evidenziano tratti ed architetture completamente diverse.

Forti, trincee e mulattiere che evocano il ricordo del binomio Trentino Grande Guerra e che testimoniano, attraverso i loro collegamenti, il genio militare austriaco.

FORTE LARINO 💣

Il Forte Larino è un forte di 1° fase, ciò sta a significare che è uno dei primi ad essere stato costruito. La sua edificazione risale infatti tra il 1860 e 1861 e in secondo luogo, nel 1879, sono stati fatti degli ammodernamenti. Il progettista di tale edificio è stato Oskar Meiss von Taufen. Forte Larino possedeva 9 cannoni da 15 cm M.61, 7 cannoni da 9 cm M.75, 6 fuciliere scudate con affusto e 4 riflettori da 30 cm alimentati ad acetilene.

Il complesso ha una superficie di un migliaio di metri quadrati ed è costituito da una batteria casematte, da due batterie in terra e da un fabbricato ad uso magazzino e caserma. Sul lato meridionale e su quello orientale si aprono i fori cannonieri e sul resto del perimetro le feritoie fuciliere.
Sebbene posti a circa una ventina di chilometri dal confine con il Regno d’Italia, i tre forti godevano di una posizione dominante.

Era la principale di una terna di fortificazioni erette tra il 1860 e il 1862 a difesa della valle del Chiese da un eventuale attacco italiano.
In questa prima fase lo sbarramento di Lardaro era composto da forte Larino, Reveglér e Danzolino.

FORTE CORNO 💣

Essendo di costruzione più tarda del forte Larino, il Forte Corno era già di diversa concezione e sostanzialmente più moderna. La pianta è irregolare e presenta due fronti principali, uno rivolto a sud e l’altro ad est, un fianco rivolto ad ovest ed il fronte di gola rivolto a nord.

La parte più occidentale era la più alta e comprendeva un fabbricato a due piani, ricoperto di terra (soluzione adottata in più opere, con lo scopo di attutire la potenza dei proiettili d’artiglieria e sostenuto da un muro; qui erano sistemati magazzini, dormitori ed altri locali di servizio. La parte più ad est era più bassa e comprendeva parte dell’armamento del forte, in cui venivano ospitati 6 cannoni da 12cm.

L’ingresso con feritoie era nel fianco verso il monte. Il fronte di gola era costituito da un muro munito di feritoie. Era inoltre dotato di una cupola osservatoria. Forte Corno era collegato a Forte Larino e al fondovalle attraverso un percorso attrezzato lungo la parete rocciosa del Doss dei Morti.

FORTE CARRIOLA 💣

Adagiato su un cocuzzolo sul fianco orientale della Valle a quota 1054 metri, sopra il paese di Por (Comune di Pieve di Bono), venne eretto nel 1910 con funzione di collegamento con la Valle di Ledro.

Fra gli ultimi costruiti in Trentino fu realizzato ricorrendo a tutti i più recenti ritrovati tecnologici, fra cui l’utilizzo abbondante di calcestruzzo armato con putrelle di 50 cm di altezza.

Il forte fu fatto saltare alla fine del conflitto per recuperare il materiale ferroso: si trova, per questo motivo, in condizioni di conservazione peggiori rispetti agli altri due esistenti, ma conserva ugualmente un grande fascino per la struttura architettonica e per lo splendore dell’ambiente naturale che lo circonda.

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