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I Conti Lodron

La Valle del Chiese è la culla dei Lodron, gli antichi feudatari che dominarono incontrastati queste terre: la storia più antica della casata, che la tradizione popolare fa risalire ai tempi della Prima Crociata, si svolse infatti nella piana e sui monti che stanno a nord del Lago d'Idro, in un'area inclusa nel principato vescovile di Trento.

Non a caso, quindi, le vicende legate alla nobile famiglia, che raggiunse il massimo splendore nel Quattrocento, hanno segnato per lungo tempo i destini della Valle, lasciando testimonianze ancora oggi tangibili di questo tormentato e glorioso periodo, nei castelli, nei palazzi e nelle leggende che attorno ad essi e ai loro mitici occupanti sono fiorite.

La storia
Documentati in Valle del Chiese già dalla fine del XII secolo, i Lodron riuscirono ad imporsi come incontestati e temuti signori di tutta la zona solamente verso la fine del Trecento, dopo aver superato il confronto e i duri contrasti con le prime espressioni di autonomia delle comunità locali e le rivendicazioni di altre due potenti famiglie che avevano feudi e possedimenti, vassalli e privilegi nel territorio: i signori di Campo e i d'Arco.
Castello San GiovanniStabilito il centro della loro potente signoria a Castel Romano, presso Pieve di Bono, raggiunsero il massimo del loro prestigio nei primi decenni del Quattrocento con Paride, detto "il Grande", che recò straordinari servizi a Venezia durante le guerre contro Milano, ricevendo dalla Serenissima la contea di Cimbergo in Val Camonica e il titolo di conte, beni a Gargnano sul Garda, case a Venezia, Padova e Verona, lasciando così agli eredi una signoria consolidata.
Il 6 aprile del 1452 l'imperatore Federico III concesse, con atto redatto a Roma, il titolo e la dignità di conti imperiali ai figli di Paride, Giorgio e Pietro. I Lodron si divisero allora in due rami: quello di Castel Lodrone, che ebbe a capo Giorgio, e quello di Castel Romano, con Pietro. I due fratelli proseguirono insieme una spregiudicata politica: ebbero dal principe vescovo di Trento la conferma degli antichi feudi e il capitanato delle Giudicarie oltre il Durone, furono ossequiosi verso il duca del Tirolo, ma sempre fedeli alleati della Repubblica di Venezia. Torre Castel San Giovanni
Nel 1456 Giorgio e Pietro furono incaricati dal vescovo Giorgio Hack di impadronirsi in Val Lagarina di quattro castelli controllati da Giovanni Castelbarco, che non intendeva sottomettersi al vescovo. Castellano e Castelnuovo furono poi lasciati ai Lodron ed assegnati al ramo di Castel Romano.
Il sogno di una signoria formata dai territori delle Giudicarie, della Valle del Sarca e della Val Lagarina si interruppe però bruscamente verso la fine del Quattrocento, quando le ambizioni della famiglia furono definitivamente sepolte dall'esito clamoroso della battaglia combattuta a Calliano nel 1487, che obbligò Venezia, sconfitta dall'esercito tirolese, ad abbandonare le sue mire espansionistiche verso nord.
Durante il Cinquecento gli interessi della famiglia si spostarono quindi prima a Trento e poi nelle terre tedesche, dove si affermò uno dei personaggi più celebrati della famiglia: Paride di Castelnuovo, che fu principe a arcivescovo di Salisburgo dal 1619 al 1653 e che è ricordato ancora oggi nel Walhalla di Ratisbona tra i personaggi più presentativi del modo tedesco.

 

 

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