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I forti, gioielli di architettura

Testimoni possenti della Grande Guerra sono sicuramente i forti messi a guardia delle linee austro-ungariche. Dei cinque originali che formavano lo Sbarramento di Lardaro ne rimangono tre: Forte Larino a sud di Lardaro, Forte Corno nel Comune di Praso e Forte Carriola nei territori di Pieve di Bono. Originariamente collegati fra loro da una serie di camminamenti, trincee e gallerie, andavano a comporre un imponente sistema difensivo, che dominava e controllava la Valle del Chiese dall'alto, e rappresentano ancora oggi un'affascinante e suggestiva manifestazione della progressive evoluzioni del genio militare austriaco.

Grande Guerra Valle del ChieseFORTE LARINO
Conservato in ottimo stato, fu costruito tra il 1860 e il 1862 su uno sperone che scende dal Doss dei Morti verso il fondovalle, a occidente della strada statale che sale verso Lardaro.
Il complesso ha una superficie di un migliaio di metri quadrati ed è costituito da una batteria casematte, da due batterie in terra e da un fabbricato ad uso magazzino e caserma.

FORTE CORNO
Disteso su uno sperone di roccia a 1068 metri di quota, troneggia sopra l'abitato di Praso: forte Corno offre una struttura di grande pregio nell'ambito dell'architettura militare. Cinquantaquattro stanze, molte delle quali ottimamente conservate compongono infatti questa struttura destinata a ospitare fino a centosessanta soldati.
Fu costruito tra il 1890 e il 1892, nella seconda fase del rafforzamento dei confini ed era collegato al fondovalle da una strada militare. Fu in seguito rimodernato tra il 1909 e il 1910, mantenendo le tre cupole corazzate girevoli, armate con obici da 100 mm, ma quando scoppiò la guerra venne disarmato perché considerato obsoleto. Fu recuperato durante il Secondo Conflitto Mondiale e utilizzato come postazione di mitragliere.
In buono stato di conservazione grazie all'intensa attività di recupero, è oggi congiunto alla fortezza di fondovalle da un suggestivo sentiero bellico.

FORTE CARRIOLA
Adagiato su un cocuzzolo sul fianco orientale della Valle a quota 1054 metri, sopra il paese di Por (Comune di Pieve di Bono), venne eretto nel 1910 con funzione di collegamento con la Valle di Ledro. Fra gli ultimi costruiti in Trentino fu realizzato ricorrendo a tutti i più recenti ritrovati tecnologici, fra cui l'utilizzo abbondante di calcestruzzo armato con putrelle di 50 cm di altezza.
Il forte fu fatto saltare alla fine del conflitto per recuperare il materiale ferroso: si trova, per questo motivo, in condizioni di conservazione peggiori rispetti agli altri due esistenti, ma conserva ugualmente un grande fascino per la struttura architettonica e per lo splendore dell'ambiente naturale che lo circonda.

Grande Guerra Valle del ChieseFORTE REVEGLER
Situato sulla strada che risaliva dal bresciano, costruito negli anni '60 dell'Ottocento, era uno dei più vecchi forti trentini. Demolito dopo la guerra '15-'18 le sue pietre sono state usate per la costruzione del convento di Condino.

FORTE DANZOLIN
Era una delle fortificazioni più antiche del gruppo giudicariese e dell'intero Trentino. La sua costruzione risale agli anni compresi fra il 1862 e il 1866 e sorgeva a quota 800 alla confluenza tra il Rio Maràc e il Rio Adanà, dirimpetto a forte Larino e a forte Revegler. Dopo il primo conflitto mondiale e venne adibito dal Demanio Militare Italiano a deposito di munizioni, ma fu fatto saltare nel 1947, dopo che nel 1941 era stato restituito all'autorità militare.

Grande Guerra Valle del ChieseLE TRINCEE
Un'impressionante quantità di trincee, alcune delle quali ancora in buono stato e collocate sia alle quote più basse, che in alta montagna, sono capaci di far rivivere l'intensa drammaticità dei momenti di guerra: di particolare interesse sono quelle visitabili lungo il Sentiero Etnografico del Rio Caino, le trincee percorribili sui monti Stigolo, Cadria e Bozzolo e quelle ripercorse dal Sentiero della Pace.

 

 

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