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Un museo distribuito sul territorio, tradizione popolare e testimonianze storiche vivificate sotto il cielo limpido della Valle del Chiese, cultura contadina fra boschi e prati, testimonianza del lavoro dell'uomo e dell'intatta simbiosi con la natura e il paesaggio: tutto questo è l'"Ecomuseo della Valle del Chiese, Porta del Trentino".

È la peculiare posizione della Valle del Chiese, collocata al confine con la Lombardia, che ha ispirato il nome di questo Ecomuseo, che si presenta come ideale porta di accesso al mondo alpino.
Istituito nel mese di maggio del 2002 si è tradotto ben presto in uno strumento progettuale mediante il quale «l'intero territorio della Valle del Chiese diventa museo, per i residenti e per i turisti», attraverso le funzioni di:

strumento, concepito e costruito insieme dalle istituzioni e dalla popolazione, di salvaguardia, conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, di interpretazione e di fruizione di luoghi privilegiati (per la visione, la riflessione e l'ascolto), di incremento delle dinamiche turistiche;
specchio del passato della popolazione, dell'ambiente storico e naturale, della comune identità della Valle;
scuola-laboratorio, che coinvolga la popolazione in attività di studio, intrattenimento e comprensione delle criticità future.

Un progetto prestigioso e diversificato, quindi, costruito attorno a tre percorsi tematici fondamentali, volti alla valorizzazione delle ricchezze e delle risorse locali, distribuite in un territorio che alterna l'ambiente glaciale dell'Adamello a quello "temperato" del lago d'Idro: promuovendo scenari paesaggistici di assoluto fascino i percorsi Natura, Memoria & Arte e Sapori introducono in un'atmosfera suggestiva in cui il vissuto dell'uomo si fonde armonicamente con il contesto naturale e geografico.
Il percorso Natura pone l'accento sul tipico paesaggio alpino e prealpino, che trova in Valle del Chiese una delle sue manifestazioni più autentiche e complete: la Valle di Daone, autentica perla del panorama dolomitico, nonché dell'altopiano di Boniprati, la Valle di Breguzzo o, ancora, la Valle ed il Lago d'Ampola e tutte le zone situate in alta quota, sono testimoni di una natura incontaminata in grado di offrire suggestioni uniche.
Le vicende della Famiglia dei Lodron, la rievocazione della Grande Guerra e il recupero degli antichi mestieri lungo il Sentiero Etnografico del Rio Caino di Cimego sono invece i punti cardine del percorso della Memoria, che si snoda tra gli eloquenti segni lasciati sul territorio dal tragico conflitto mondiale (spiccano su tutti lo Sbarramento di Lardaro e il Cimitero Monumentale di Bondo) e il ricordo delle tradizioni locali riposte con impressionante fedeltà in una dimensione temporale ormai perduta.
La particolare collocazione geografica della vallata, poi, che in passato ha favorito il soggiorno di numerosi artisti, provenienti principalmente dall'area bresciana, ha permesso la realizzazione di opere di grande prestigio storico artistico, conservate in particolare nelle due Chiese pievane di Condino e di Pieve di Bono.
Un vero e proprio itinerario del gusto, infine, porta alla riscoperta dei sapori e degli ingredienti di una cucina antica, ricca di fantasia e salubrità: la farina gialla di Storo, la Spressa di Roncone, il radicchi dell'Orso della Valle di Daone non sono infatti che alcuni dei prodotti che la gente di questa Valle ha saputo trarre dalle risorse della terra, in una perfetta sintesi di scienza, cultura, tradizione popolare e natura.

Cfr. Gli ecomusei nella Provincia Autonoma di Trento, volume secondo. Analisi dei casi trentini - Analisi dei casi nazionali, a cura del Servizio Attività Culturali della Provincia Autonoma di Trento.

 

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