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Biotopo Palù di Boniprati
La piana di Boniprati custodisce un piccolo biotopo formato da una torbiera adagiata nella sella, parallela alla Valle delle Giudicarie, che separa il monte Melino dalla cima Pissola.
La torbiera riveste un notevole valore naturalistico, in quanto vi si trovano specie vegetali di grande interesse. Questo ambiente presenta infatti condizioni ecologiche molto particolari, come presenza costante di acqua, acidità del terreno, povertà di sostanze minerali, che soltanto alcune piante molto specializzate sono in grado di affrontare.
Anche dal punto di vista faunistico il biotopo è abbastanza ricco e ospita alcune specie degne di nota come la rana di montagna, il rospo comune, e la biscia dal collare.
Anche per il biotopo Palù di Boniprati è stato realizzato un sentiero di vista con il duplice scopo di limitare al minimo il disturbo alle componenti naturali, ma di permettere e facilitare, al contempo, la comprensione delle caratteristiche ambientali del biotopo stesso. Per questo motivo il percorso si snoda nelle zone meno "sensibili" dell'area protetta, individuando una serie di "punti notevoli", cioè punti di sosta particolarmente adatti per prendere contatto con gli elementi naturali che la caratterizzano.
Aspetti naturalistici.
La sella che accoglie il biotopo si è formata in epoca anteriore alle glaciazioni quaternarie in seguito al distacco, dal versante della cima Pissola, dell'enorme massa rocciosa che costituisce attualmente il monte Melino e fu in seguito modellata dal movimento dei ghiacciai, che lasciarono inconfondibili tracce del loro passaggio, come alcune cerchie moreniche abbandonate dalla lingua di ghiaccio che andava ritirandosi. Dopo il ritiro dei ghiacciai, probabilmente, si è formato un laghetto che poi, gradualmente, si è interrato trasformandosi dapprima in una palude e, in seguito, nell'attuale torbiera.
La torbiera di Boniprati viene alimentata dalle acque meteoriche e dallo scioglimento della neve, mentre un canale di drenaggio situato nella sua porzione meridionale fa defluire le acque in un rivo che sfocia nel fiume Chiese. Questa torbiera è del tipo "di transizione", in quanto si trova in uno stadio avanzato di evoluzione dalla torbiera bassa verso la torbiera alta. Quest'ultima è un tipo di torbiera poco frequente alle nostre latitudini, poiché si forma in condizioni di clima freddo e umido. La presenza di acqua stagnante impedisce lo svolgimento dei normali processi di ossidazione, per cui le parti morte degli organismi vegetali, anziché degradarsi, tendono lentamente ad accumularsi dando origine ai depositi di torba. Nel Biotopo di Boniprati lo spessore della torba è piuttosto consistente, arrivando a raggiungere un massimo di 70 centimetri.
La vegetazione di torbiera alta è caratterizzata dalla presenza di sfagni (Sphagnum spp.), particolari muschi che si dispongono in modo da formare dei caratteristici cumuli alternati a depressioni costantemente umide. Nella torbiera di Boniprati sono presenti piccoli cumuli di sfagni e alcune specie tipiche delle torbiere evolute, tra cui la pianta insettivora Drosera rotundifolia. Il Biotopo comprende anche delle zone paludose con grandi carici (le associazioni vegetali Caricetum elatae e Caricetum paniculatae) e prati umidi, ambienti di notevole interesse naturalistico.
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